Rancho Comancho

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A Rancho Comancho si impara e si insegna, si fa e si pensa, si lavora e ci si riposa. Seriamente divertendosi.

La scuola.

Non importa lìetà, importa la voglia di fare. A tutti i soci del club vengono insegnati i fondamentali dell’equitazione di lavoro, in modo da rendere ciascuno indipendente nel rapporto con i cavalli (e non solo con quelli). Tutte le lezioni sono private: sempre un istruttore, un allievo, un cavallo. Non hanno una durata precisa, perchè non ci sono giorni precisi: può essere che una volta l’allievo non sia concentrato, il cavallo nervoso e allora durerà poco. Un’altra volta il cavallo è in vena e l’allievo sereno e allora non si finisce più di lavorare… Per saperne di più, prenotare una visita o una prima lezione gratuita: ranchocomancho@ninedellobo.com


 

La doma.

Uno dei momenti più esaltanti nella vita di un cavaliere è quando egli si rende conto di essere riuscito a ottenere qualche cosa di nuovo da un cavallo: immaginate che cosa si prova a far loro accettare di portarci in sella. Dal 1990 a Rancho Comancho si domano i cavalli tenendo sempre in mente il loro equilibrio, la sicurezza loro e dei cavalieri, la loro disponibilità. Questo significa trattare fin dall’inizio i cavalli come tali, nè bestie feroci nè gattini, ma animali possenti educati alla vita di branco: come direbbe Don Juan, al cavallo si va come alla guerra, vigili, attenti, con assoluta sicurezza.

 

L’ospitalità cavalli.

I nostri cavalli normalmente vivono liberi all’interno dei 25 ettari della tenuta di Rancho Comancho, gestendosi la vita quasi come in natura: solo nei periodi di allenamento o di gran lavoro vengono ricoverati nei box. Per chi volesse portare il proprio destriero a vivere con noi, c’è quindi l’imbarazzo della scelta, dalla totale libertà, alla comoda (per noi bipedi) restrizione. Qui trovate servizi e tariffe e se volete informazioni più specifiche o venire a trovarci ranchocomancho@ninedellobo.com

 

L’ospitalità cavalieri.

Grazie all’accordo con Alle figlie del Lupo, il Bed & Brunch di Nine del Lobo, i nostri soci possono godere della splendida ospitalità all’americana di Maggie e Sacha e Marco con uno sconto del 20 per cento sulle tariffe non in offerta. Il brunch offerto ai soci di rancho Comancho vi porta direttamente fino a cena (e anche di questo, con i soci, si può parlare) Questo trattamento speciale riguarda anche tutti gli altri prodotti dell’azienda, biologici e no, ma tutti a base di peperoncino, dalla grappa al miele, passando da olii e salse di ogni tipo.

 

I trekking.

Nei tanti anni passati sulle Apuane, Rancho Comancho ha organizzato gite di settimane intere, passate in ogni stagione dell’anno tra i sentieri dell’Alta Via Ligure, così come quelli che portano alla Garfagnana, all’Abetone, all’intero Appennino Emiliano. Oggi, sulle colline di Salsomaggiore, è diventato una porta ideale per chi vuole inserirsi su tutti i sentieri e le ippovie che, risalendo le Valli del Ceno o del Taro, consentono di ricollegarsi ai percorsi di una volta. Ma già nei pressi del Ranch ci sono splendide occasioni di gite da farsi nel giro di un paio d’ore come di una giornata, magari andando a mangiarsi una magnifica bistecca da Max, al Ranch 4.8, dalla parte opposta della nostra Valle, dove alleva le Angus che serve in tavola.

 

La scuola di inglese.

Maggie, come avrete immaginato, è americana, così come Sacha e tutte le insegnanti di Useful English, madrelingua preparate per offire lezioni e corsi personalizzati per le diverse esigenze degli allievi, dai bambini ai manager. Di particolare interesse e pregio sono i corsi in full immersion, per una o due persone al massimo: per gli studenti ospiti in azienda è come vivere davvero in America dalla mattina alla sera (e anche dalla sera alla mattina), magari con il corso di equitazione fatto interamente in lingua… Per maggiori informazioni qui, o scrivere a maggie.wolf@ninedellobo.com

 

Tutto il resto.

Sky is the limit, dicono gli americani e qui a Rancho Comancho poco ci manca. Per i nostri soci sono disponibili i libri della Biblioteca del Viaggiatore in più lingue, così come la piscina, la clubhouse, le amache… e anche la possibilità di organizzare corsi personalizzati di cucina o di giardinaggio, come quelli di team building, grazie anche agli amici Firefox e alla loro esperienza nel soft air. Basta chiedere.


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I tanti perchè di un club

Per la maggior parte dei suoi oltre vent'anni, Rancho Comancho è stata un'idea e basta, resa reale dalle persone che ci stavano dentro, intorno, attraverso. Nato sul finire del 1989 a Caprigliola sulle Alpi Apuane, Rancho Comancho ha cercato di insegnare a centinaia di persone una strada vecchia come il mondo, quella percorsa da uomo e cavallo insieme. Ciascuno al suo posto, enormemente diversi, ma insieme, in qualche modo necessari gli uni agli altri, uomini e cavalli. Niente romanticismi né pietose bugie sull'intelligenza del "nobile destriero", ma nemmeno immotivata violenza o stupida e presunta superiorità. Niente di nuovo, niente di diverso di quel che accade tra esseri umani, con la sola complicazione di lingue, realtà, percezione del mondo completamente diverse. Verrebbe da dire incompatibili, ma non è così, come la storia pratica e quella scritta, da Senofonte in poi, ha dimostrato.
Andare a cavallo significa diventare cavalieri e questo, volenti o nolenti, crea un mondo diverso, fatto di attenzioni, riti, necessità, cultura, forza, delicatezza, durezza... Verrebbe da scrivere una parola abusata e inabusabile, zen: forse il cavaliere lo è davvero, permeabile e impermeabile, opaco e trasparente.
Si capirà bene che con questo atteggiamento mentale Rancho Comancho non avrebbe mai potuto essere un maneggio. Si vogliono formare cavalieri, non clienti. Visione del mondo, regole condivise ma inflessibili, attenzione ai particolari, studio e applicazione al solo fine di essere cavalieri. Certo: risate, divertimento, avventura, mangiate, racconti ed eccitazione prodotti dalla forza e dalla velocità dell'animale che si diventa, insieme, cavallo e cavaliere. Ma consapevolezza dei propri limiti, del proprio aver bisogno dell'altro, della propria inevitabile solitudine.
Rancho Comancho, come avrebbe potuto essere un maneggio?
Din dal nome, scelto per farsi ricordare e per ricordare. Asincrono rispetto al mondo in cui si vive e insieme ossimoro storico dell'essere scuola di uno stile di monta creato da chi ne ha distrutto l'origine, i Comanche, Nemenah, il popolo guerriero che da solo ha tenuto in scacco per oltre cento anni Spagna, Messico, Francia e Stati Uniti, oltre che tutte le altre nazioni indiane del Sud Ovest: Un popolo guerriero, agli occhi dell'Occidente orribilmente crudele, che non conosceva il verbo arrendersi, ma che in pochi decenni aveva imparato dei cavalli tutto quello che il mondo aveva impiegato millenni a capire. Un popolo senza scrittura, senza governo, senza leggi, capace di uccidere e sterminare, ma anche di accogliere chiunque nel suo grembo come parte di sè...
Come poteva Rancho Comancho essere un maneggio?
Nei suoi oltre venti anni di storia, si diceva, è stato ciò che faceva: scuola di centauri, centro di addestramento alla doma etologica, centro culturale, organizzatore di grandi feste insieme all'altrettanto inesistente e presente Tex Willer, luogo di raccolta e fuga per scrittori, muscisti, intellettuali, sportivi, tutta gente che lavorava anche in quasiasi campo della pratica quotidiana ma che a Rancho Comancho era, e basta.
Adesso Rancho Comancho ha anche un nome e cognome su una carta di identità: è una associazione senza fine di lucro, ha una partita IVA, ha i caschi per i bambini e le tessere del CONI e anche gli attestati tecnici di questo e di quello.
Attenti, però, perchè l'abito non fa il monaco.
Quanah Parker, figlio di un Comanche e di una donna bianca, è stato l'unico "grande Capo" dei Comanche, diventandolo quando già vestiva come i bianchi, viveva in una casa in legno e muratura. Parlava l'inglese e veniva visitato da Senatori e Membri del Governo USA, lo stesso i cui uomini aveva massacrato per anno difendendo la sua, la loro, idea del mondo.
E nessun trattato di pace è mai stato firmato con un popolo, come i Comanche, che non è mai stato uno, ma ognuno.

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