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Apre un nuovo museo del West a San Antonio, un video sui Comanche di oggi da vedere

There is also a little place in Italy where we’ve been working for almost 25 years to honor and to protect the history of the Comanche nation within the history of the USA. Nemenuh were the horse people, we do our best to walk our path in a similar way. If we can suggest one thing: do more to remind the Comanche way to work with horses. Take care. In questo post potete ascoltare una rappresentante dei Comanche parlare del suo popolo in occasione dell’apertura di un nuovo museo del West: nel nostro piccolo, salutandola, le abbiamo suggerito di fare di più per tramandare lo spirito e i modi in cui i Comanche, i migliori cavalieri del West, vivevano in simbiosi con i cavalli.

railswestern

A new Western art museum has opened in San Antonio, Texas. The Briscoe Western Art Museum had its grand opening in late October and is named for former Texas governor Dolph Briscoe, Jr. Briscoe and his wife, Janey, who were strong supporters of Western art.

The $32 million new museum currently has approximately 700 objects on display. Reflecting its stated mission to preserve and interpret the art, history, and culture of the American West, the museum houses artifacts and art ranging from the very last saddle of the Mexican revolutionary leader Pancho Villa to painting by Maynard Dixon.

The Briscoe Western Art Museum also reaches back in time prior to Anglo-cowboy culture to recognize the histories and cultures of the Indigenous, Spanish and Mexican people who predate the formal organization of Texas as first a republic and then a state. The following news clip gives further background on the museum’s…

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Ray Hunt, Horseman… THERE IS NO SUCH THING AS A HORSE WHISPERER.

There is still hope, if somebody was writing about this kind of people… And if there are still ears and minds ready to listen. So long, Bill.
Poche parole per ricordare un cowboy passato di là dal fiume nel 1999, dopo 93 anni passati quasi sempre a cavallo. L’articolo è ripreso dal New York Times, quindi non proprio la massima espressione del mondo di Bill Dorrance, ma l’intento è buono e il senso della cosa pure. Il finale del pezzo, soprattutto, è da sottoscrivere in pieno: “e’ dura accettare che tutto quello che sai dei cavalli potrebbe cambiare non appena incontrerai il prossimo”. Un bravo anche a Verlyn che scrisse il pezzo, allora. Keep riding!

High On Horses

THERE IS NO SUCH THING AS A HORSE WHISPERER. There never has been and never will be. The idea is an affront to the horse. You can talk and listen to horses all you want, and what you will learn, if you pay close attention, is that they live on open ground way beyond language and that language, no matter how you characterize it, is a poor trope for what horses understand about themselves and about humans. You need to practice only three things, patience, observation and humility, all of which were summed up in the life of an old man who died Tuesday (July 20, 1999) in California, a man named Bill Dorrance.

Dorrance was 93, and until only a few months before his death he still rode and he still roped. He was one of a handful of men, including his brother Tom, who in separate ways have…

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Un appello per salvare i cavalli delle Badlands, i Nokota

This is a great story that, we apologize, didn’t know anything about. Thanks for sharing. We are asking our friends to read and act as they can. We will soon translate it in Italian to share with more people.
Questa è una cosa grandiosa. Chiediamo scusa a chi non parla inglese tra noi se non la traduciamo subito, ma lo faremo presto. Il succo, in ogni caso, è questo. Ci sono un mucchio di cose che fanno riferimento ai cavalli delle Badlands, al Theodore Roosevelt National Park e allo spostamento forzato del 50 per cento dei cavalli presenti nel parco, finiti, pare, a un’asta che dovrebbe poi condurli, presumibilmente, al macello. Pare ci siano parecchie cose da capire, visto l’accumularsi di sigle e di, sembra, polemiche. Il dato di fatto è che ci hanno linkato, sperando di far crescere il rumore intorno a quest’asta e alla probabile fine di cavalli che sono, fuori da ogni schema commerciale, parte della storia d’America. Legga chi può adesso (gli altri appena traduciamo) e se si può fare qualcosa, facciamo. Anche per chi mastica poco l’inglese, per capire la bellezza di quel che stanno facendo questi nuovi amici, basta andare a su questa pagina e cliccare su Informational Publication: troverete un bellissimo album fotografico, chiaro anche senza capire una parola. Diamoci da fare e aderiamo, se possibile al Nokota Horse Conservancy (solo 25 dollari, meno di 20 euri)!

Werner Nokota Horses

werner nokota 269

What is the difference between the Nokota® Horse and the North Dakota Badlands Horse? There are two major differences; the horses themselves and the people behind the breed registries and what principles they represent. Since this turned out to be a deeper issue than the title reveals and hence important to get the full picture to understand the life-changing outcome of this text; I beg of your patience in this lengthy blog post.

The two horses have much in common; they both originate from Theodore Roosevelt National Park (TRNP) roaming the south unit of the park situated in the Little Missouri badlands in an area the former president Roosevelt were ranching way back in the eighteen eighties.

The Nokota® Horse Conservancy

In the late nineteen seventies the Nokota® horses caught the attention of two brothers, that need no presentation in this context, but in brief one might say; their…

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Record del mondo ora e allora (vai Federigo!)

Questa incredibile prestazione l’abbiamo recuperata (in colpevole ritardo: è del 2011) grazie a un link sulla nostra pagina di Facebook. Robert Withaker (non) in sella a Waterstone durante il Globen Horse Show di Stoccolma nel 2011 salta la bellezza di 2 metri e 12 centimetri. Tanto per dare l’idea… di come la monta naturale ideata dal Capitano Federigo Caprilli più di un secolo fa possa portare a risultati che hanno dell’incredibile.

Ancora una buona occasione quindi per rammentare che quella che troppi continuano a chiamare monta inglese è invece monta italiana. Proprio come il Colonnello Paolo Angioni continua a ripetere (per fortuna, grazie!) in una infinità di articoli, scritti e siti (qui quello dell’Accademia Caprilli che raccoglie gli olimpionici italiani) dedicati a chi, per la prima volta in migliaia di anni di storia del rapporto tra uomo e cavallo, fu capace di rivoluzionare, codificandolo, il modo di concepire tale rapporto: il livornese Federigo Caprilli.

Il Capitano Federigo Caprilli

Il Capitano Federigo Caprilli

Con tutte le enormi differenze che ci uniscono, salute allora a Whitaker, al Capitano Caprilli e al Colonnello Angioni!

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