Rancho Comancho

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Zuppi alla meta, ma ben contenti: grazie Valdo!

Appena rientrati nel maneggio coperto, fradici, dopo la gita da Valdo

Appena rientrati nel maneggio, fradici, dopo la gita da Valdo

Domenica scorsa Sacha e Riccardo sono andati a esplorare nuovi sentieri a Sud Ovest di Bellalavalle e si sono ritrovati, come dire, bagnati dalla fortuna e non solo, come potete vedere. Gran bella gita e gran bel percorso: anche la pioggia, in fin dei conti, ha il suo fascino.

Il cacciatore Valdo allatta la volpina Pina

Il cacciatore Valdo allatta la volpina Pina (foto Nave Corsara)

Soprattutto l’uscita è servita per scoprire una vera leggenda cavallina della nostra zona, Valdo Censi, uomo di fatti e di parole, mito dei cavalieri del parmense che solo per colpa nostra non avevamo ancora incontrato di persona. Un paio di settimane fa eravamo andati in auto,  a trovarlo nel suo regno zeppo di animali (dai corvi alle volpi, dai cinghiali ai cavalli: qualche notizia su di lui qui, grazie a Nave Corsara)  per presentarci e per assicurarci di essere eventualmente bene accetti se di passaggio.

Valdo Censi con una delle sue "ospiti" (NC)

Valdo con una delle sue “ospiti” (NC)

Subito ci aveva stordito con la sua cordialità e con la sua chiarezza sulle cose della vita: pane a pane e vino al vino su cibo, caccia, donne, uomini politica, cavalli e chi più ne ha, più ne metta. Ci sono ancora persone vere, al mondo, per fortuna.

Sacha e Riccardo hanno scoperto anche, arrivando inaspettati, che per Valdo vale anche il  carne alla carne, visto che lui e i suoi amici cacciatori non hanno lesinato nell’offrirne ai due stanchi viaggiatori rancheri insieme a ogni altro bendiddio, rimpinzandoli a dovere.

Un vero esempio di solidarietà cavalleresca, che vedremo presto di poter ricambiare: grazie Valdo, a te e a tutti i tuoi amici, con e senza fucile, con e senza cavalli!

Wyoming? Montana? Maremma? No, Rancho Comancho!

L'arrivo dei cavalli nel nuovo pascolo

L’arrivo dei cavalli nel nuovo pascolo

Lo sappiamo, non ci dobbiamo esaltare e dobbiamo pure chiedere scusa per tutto il tempo in cui abbiamo scritto poco, se non nulla. Però adesso che abbiamo quasi finito i grandi lavori estivi (compreso il nuovo sito per tutte le cose che mette in ordine tutte le cose che facciamo e consente di acquistare prodotti e servizi da casa), be’, lasciateci essere contenti, contenti almeno quanto i cavalli nostri ospiti nei pascoli in cui possono vivere quasi come fossero liberi.

La mappa della "zona bipedi" di Rancho Comancho

La mappa della “zona bipedi” di Rancho Comancho

Avete visto in un post precedente come l’intera tenuta sia stata ormai quasi completamente recintata, lasciando in pratica noi umani all’interno di un’area attrezzata con casa, campi e piscina, circondata dai paddock e dai boschi a disposizione dei nostri cavalli. I pascoli sono tutti aperti verso le arene vicino a casa, un modo che sia comodo portare gli animali al lavoro.

Ma i pascoli sono anche collegati tra loro, in modo da consentire la rotazione che ci aiuterà a salvaguardare il manto erboso, almeno nel periodo in cui le pioggie non ci obbligheranno a tenere i cavalli nei recinti piccoli e nei rifugi invernali.

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La prima piccola transumanza è stata un momento piuttosto emozionante: ammettetelo, lo spettacolo che offre Bellalavalle (campo da golf compreso), tutto intorno al nostro ranch non ha nulla da invidiare ad altri paesaggi più rinomati (dalla Toscana al Montana, appunto), ma non certo tanto più belli (e tenete presente che noi siamo a poco più di cento chilometri da Milano e Bologna, con l’autostrada a venti minuti).

Venite a trovarci e ci saprete dire!

In attesa di primavera, arriva Rocky!

Rocky, anziano ma solido, arrvierà presto al Ranch

Rocky, anziano ma solido, arriverà presto al Ranch

Una buona notizia, sperando serva a sbloccare almeno la voglia di cavalcare, se non il tempo infame che ci accompagna. Visti i tanti bambini che ormai sono quasi pronti a fare le prime uscite avevamo bisogno di un cavallo anziano, docile ma sano e forte per cominciare a portare fuori i nuovi cavalieri. Grazie all’amica Fanny sta arrivando Rocky. Sacha è stata a conoscerlo ieri e forse avrà anche delle altre sorprese. Per ora di certo c’è che tra poco Rocky sarà dei nostri e dopo il solito periodo di adattamento sarà pronto a scorrazzare i nostri soci, anche i più piccoli, su e giù per le nostre colline.

Grazie Fanny!

Vogliamo Al Gore a spalar neve, a vita!

Cinquanta centimetri di neve in una notte di quasi primavera

Cinquanta centimetri di neve in una notte di quasi primavera

Tra un paio di giorni comincia ufficialmente la primavera. Giusto. Ieri, però, alla faccia del riscaldamento globale, ci siamo beccati un bel 50 centimetri di neve in una sola notte (notare i panni stesi il pomeriggio prima). Certo, diranno che pure questa è colpa di quanto siamo cattivi noi con la natura, ma a noi pare invece non ci si ricordi più di come erano gli inverni solo una trentina di anni fa… Per esempio, in questa valle il cui monte più alto supera a mala pena gli 800 metri, era stata realizzata una pista da sci, con tanto di impianto di risalita. Già, perchè negli anni’70 si dicevano certi, gli scienziati dello stesso genere di quelli che adesso ci vedono di nuovo con le balene a sguazzare in giardino, che nel 2000 sarebbe iniziata una nuova era glaciale.

Sky sommerso dalle neve

Sky perplesso immerso nella neve: dov’è finita l’erba di ieri sera?

Siamo degli scettici? No, siamo realisti come la marea di scienziati che Marco ha conosciuto e intervistato negli ultimi vent’anni: ne sappiamo troppo poco, abbiamo troppi pochi dati per capire se sta succedendo qualcosa e ancora meno per poter dire con certezza da che cosa dipende ciò che sta eventualmente accadendo. Quando era in Antartide, nel 1999, Marco ha visto con i suoi occhi la banchisa essere di due metri più spessa di quel che era stato previsto (come racconta nel suo libro Orizzonte Bianco), mentre in Italia e in Europa si raccontava di come il Polo Sud si stesse sciogliendo (mentre solo in quell’anno scienziati italiani stavano cominciando a rendere possibile misurare lo spessore del ghiaccio sul continente).

Maggie recupera i panni stesi al sole il pomeriggio prima

Operazione recupero dei panni stesi al sole il pomeriggio prima della nevicata

Tutto va bene madama la marchesa, allora? Continuiamo allora a sporcare, sprecare, ristruggere il futuro da soli rovinando il pianeta? Certo che no. E’ un dovere preservare quel che abbiamo. Non solo: è un dovere cercare di recuperare quel che abbiamo già distrutto. Ma questo non significa dover creare mostri di cui aver paura, come se l’umanità fosse composta da bambini che bisogna spaventare con “l’uomo nero” (politicamente corretto, vero? altra menata) o il “bobolo” o che altro: sarebbe ora di cominciare a crescere e dimostrarci degni di questi due o tre miseri strati di cellule grigie dette cortecce cerebrali che abbiamo.

Facciamo le cose giuste perchè sono giuste, non perchè abbiamo paura. La paura uccide (e spalare la neve no, se il cuore è a posto: quindi, caro Al Gore, ti aspettiamo qui da noi, appena hai finito di parlare ai portafogli di chi ti aiuta!).

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