Rancho Comancho

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Pazienza, pazienza, pazienza, pazienza… Risultati!

Libero, Riot ha seguito Sacha sugli ostacoli per starle vicino

Libero, Riot ormai segue Sacha ovunque, pur di starle vicino

English Abstract at the End of the Post

Ecco qui sopra Riot, riveduto e corretto. Buon cavallo, disponibile, giovane, preparato da reining… fuori di testa per tutto il resto, o quasi (parere del Lupo), non appena fuori dal recinto di lavoro. Nelle uscite, impennate, scatti, salti, nervosismo, rifiuti e chi più ne ha più ne metta: niente di particolarmente terribile per chi sa come andare a cavallo come Sacha, ma le passeggiate devono essere altro e il lavoro nel ranch pure.

Riot non sapeva salire sul ponte

Riot sapeva tutto di stop e spin, ma non sapeva salire sul ponte

Nonostante la nota pazienza del Lupo, ecco qui sopra il massimo tragitto che Riot accettava di fare sul ponte, per esempio.  Inevitabile Sacha decidesse di ripartire da zero, alla nostra maniera: essere un buon cavallo da reining non basta, a Rancho Comancho devi essere un bravo compagno di lavoro. I risultati hanno cominciato a farsi vedere, come sempre, sin dalla prima sessione in tondino. Ripartito, nudo e libero, Riot ha cominciato cercando di scalciare l’istruttore, sfuggendo, non rispettandolo, ma… solo due ore dopo era come un agnellino con il capo appoggiato sulla spalla di mamma e papà.

Un grazie ben meritato per averla seguita anche sull'ostacolo

Un grazie ben meritato per aver raggiunto Sacha, chiamato, passando sull’ostacolo

Dopo qualche altra ora di lavoro a terra prima e montato poi da Sacha senza redini e senza speroni, eccolo finalmente capace di affrontare anche su quella terribile tettoia mangiazoccoli! Per non parlare del fare volte, stop, back senza sfiorare le redini, senza bisogno di speroni, imparando a seguire i minimi movimenti di Sacha e la sua voce.

Bravo Riot, ma soprattutto brava Sacha a riprenderlo per dargli quel che gli mancava, il rapporto. Certo, ci sarà ancora moltissimo da fare, ma la strada è aperta (vero, il discorso per fare poi gare di reining è tutta un’altra cosa, ma senza le fondamenta, non ci sono case che reggano al tempo).

Riot is a young and well trained reining horse, but he was too nervous, scared and suspicious any time we were working with him in the paddocks or in a trekking.  You can see he didn’t even want to pass the bridge… So Sacha decided to start from scratch. No reins, no saddle, completely free into the ring, Riot began his first work session kicking, searching the trainer, jumping… Two hours later was resting his head on the trainer’s shoulder. A few more sessions and here he is, as you can see, walking over the obstacles, just to stay close to Sacha. Mission accomplished (this for real, even though we know it will be a long path). Well done Riot, well done Sacha!

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Ray Hunt, Horseman… THERE IS NO SUCH THING AS A HORSE WHISPERER.

There is still hope, if somebody was writing about this kind of people… And if there are still ears and minds ready to listen. So long, Bill.
Poche parole per ricordare un cowboy passato di là dal fiume nel 1999, dopo 93 anni passati quasi sempre a cavallo. L’articolo è ripreso dal New York Times, quindi non proprio la massima espressione del mondo di Bill Dorrance, ma l’intento è buono e il senso della cosa pure. Il finale del pezzo, soprattutto, è da sottoscrivere in pieno: “e’ dura accettare che tutto quello che sai dei cavalli potrebbe cambiare non appena incontrerai il prossimo”. Un bravo anche a Verlyn che scrisse il pezzo, allora. Keep riding!

High On Horses

THERE IS NO SUCH THING AS A HORSE WHISPERER. There never has been and never will be. The idea is an affront to the horse. You can talk and listen to horses all you want, and what you will learn, if you pay close attention, is that they live on open ground way beyond language and that language, no matter how you characterize it, is a poor trope for what horses understand about themselves and about humans. You need to practice only three things, patience, observation and humility, all of which were summed up in the life of an old man who died Tuesday (July 20, 1999) in California, a man named Bill Dorrance.

Dorrance was 93, and until only a few months before his death he still rode and he still roped. He was one of a handful of men, including his brother Tom, who in separate ways have…

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E adesso che abbiamo il ponte, ci manca solo il fossato…

Tra il vecchio Doc e il giovane Davide, non si sa chi si curi di meno del ponte...

Tra il vecchio Doc e il giovane Davide, non si sa chi del ponte si curi di meno…

English Abstract at the End of the Post

… Per sentirci al sicuro nel nostro castello in cima al Monte! A parte gli scherzi, visti i nuovi arrrivi e il lavoro da fare sui cavalli nuovi, il fatto che gli amici della Segheria Cugini di Fidenza abbiano terminato di preparare il nostro ponte di addestramento è davvero cosa importante.

Che cos'è questo?

Riot poco convinto: che c’è sotto?

Come temiamo non molti sappiano, i cavalli, così come le mucche, non amano infatti mettere le zampe sopra qualcosa che percepiscano avere “del vuoto sotto”. In molti ranch del sud degli Stati Uniti, per esempio, i corral non sono chiusi con porte, ma con fossati sui quali vengono stesi dei tubi distanziati di pochi centimetri gli uni dagli altri.  I cowboys possono entrare e uscire senza dover scendere ad aprire e chiudere, mentre le mucche rimangono bloccate dentro dalla loro paura del vuoto. Non di rado, passando in auto lungo le solitarie strade del West, si vedono infatti gruppi di animali guardare desolati l’erba fresca fuori dal loro recinto ormai calpestato e sterile, incapaci però osare fare un passo per attraversare quegli stretti ponticelli.

Al Lupo è capitato di scoprire cavalli a lui affidati come preparatissimi e tranquillissimi imbizzarrirsi invece non appena portati a passare su un sovrappasso autostradale, per quanto spesso e capace di portare tir carichi di merci:  gli animali sentivano che qualcosa sotto i loro zoccoli non era “normale” e non ne volevano sapere di affrontare “l’ignoto”.

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Avere un attrezzo del genere è quindi cosa buona e giusta e utile, per insegnare non solo ai cavalli, ma anche ai cavalieri, come ci si comporta in certe situazioni. Pare che sempre meno ci credano, ma non tutta la vita si svolge in un’arena, per fortuna!

The training bridge is in, finally. Few people know that horses and cows don’t like to pass over something they feel “empty”. In many US ranches they use this istinct to avoid building gates: they just dig a trench in a gap of the fences, they cover it with iron tubes and that’s all. Pickups and cars can pass without any need to get off to open the gate, while the herd remains inside not daring to adventure over that “shaky” bridge.

Unfortunately a lot of people think that the life has to pass by only into the arenas. We don’t, so we train our horses to cope with the real world, bridges included!

Un appello per salvare i cavalli delle Badlands, i Nokota

This is a great story that, we apologize, didn’t know anything about. Thanks for sharing. We are asking our friends to read and act as they can. We will soon translate it in Italian to share with more people.
Questa è una cosa grandiosa. Chiediamo scusa a chi non parla inglese tra noi se non la traduciamo subito, ma lo faremo presto. Il succo, in ogni caso, è questo. Ci sono un mucchio di cose che fanno riferimento ai cavalli delle Badlands, al Theodore Roosevelt National Park e allo spostamento forzato del 50 per cento dei cavalli presenti nel parco, finiti, pare, a un’asta che dovrebbe poi condurli, presumibilmente, al macello. Pare ci siano parecchie cose da capire, visto l’accumularsi di sigle e di, sembra, polemiche. Il dato di fatto è che ci hanno linkato, sperando di far crescere il rumore intorno a quest’asta e alla probabile fine di cavalli che sono, fuori da ogni schema commerciale, parte della storia d’America. Legga chi può adesso (gli altri appena traduciamo) e se si può fare qualcosa, facciamo. Anche per chi mastica poco l’inglese, per capire la bellezza di quel che stanno facendo questi nuovi amici, basta andare a su questa pagina e cliccare su Informational Publication: troverete un bellissimo album fotografico, chiaro anche senza capire una parola. Diamoci da fare e aderiamo, se possibile al Nokota Horse Conservancy (solo 25 dollari, meno di 20 euri)!

Werner Nokota Horses

werner nokota 269

What is the difference between the Nokota® Horse and the North Dakota Badlands Horse? There are two major differences; the horses themselves and the people behind the breed registries and what principles they represent. Since this turned out to be a deeper issue than the title reveals and hence important to get the full picture to understand the life-changing outcome of this text; I beg of your patience in this lengthy blog post.

The two horses have much in common; they both originate from Theodore Roosevelt National Park (TRNP) roaming the south unit of the park situated in the Little Missouri badlands in an area the former president Roosevelt were ranching way back in the eighteen eighties.

The Nokota® Horse Conservancy

In the late nineteen seventies the Nokota® horses caught the attention of two brothers, that need no presentation in this context, but in brief one might say; their…

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