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Badlands Wild Horses Saved From Slaughter
These horses have been saved, how many are still at risk? Maybe we could try to syndacate in Italy to find a way to import them here… Let’s write us about this idea!
Questa foto mostra un gruppo dei 108 cavalli selvaggi salvati da un gruppo di volontari. Vengono dalle Badlands americane, dal parco intitolato a Teddy Roosevelt, il presidente americano noto per il suo amore per la natura selvaggia del suo paese (sì, era anche un cacciatore, ma questo non è il punto…). Peccato costi così tanto portarli in Italia (anche se potremmo pensare di metterci insieme per farlo, che ne dite? Aspettiamo commenti in merito).
Straight from the Horse's Heart
Source: The Cloud Foundation
Team effort prevents 103 wild horses from going to slaughter
WISHEK, ND (Oct 2, 2013) – Thanks to an enormous effort on the part of horse lovers across the country not one of the 103 Badlands wild horses removed from the Teddy Roosevelt National Park (TRNP) were purchased by kill buyers. This appears to be the first time in the history of the Park in which no Park horses went to slaughter. The Cloud Foundation (TCF) and affiliate organization Legacy Mustang Preservation (LMP) purchased 36 mustangs and worked together with North Dakota Badlands Horses (NDBH) to successfully publicize the Sept. 28 auction.
The public’s love of the mustang was evidenced by the outpouring of donations in from 7 countries; donations came from children, retirees, and even a homeless person. Generous equine advocate, Victoria McCullough stepped in just days before the auction and donated funds to…
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Zuppi alla meta, ma ben contenti: grazie Valdo!

Appena rientrati nel maneggio, fradici, dopo la gita da Valdo
Domenica scorsa Sacha e Riccardo sono andati a esplorare nuovi sentieri a Sud Ovest di Bellalavalle e si sono ritrovati, come dire, bagnati dalla fortuna e non solo, come potete vedere. Gran bella gita e gran bel percorso: anche la pioggia, in fin dei conti, ha il suo fascino.

Il cacciatore Valdo allatta la volpina Pina (foto Nave Corsara)
Soprattutto l’uscita è servita per scoprire una vera leggenda cavallina della nostra zona, Valdo Censi, uomo di fatti e di parole, mito dei cavalieri del parmense che solo per colpa nostra non avevamo ancora incontrato di persona. Un paio di settimane fa eravamo andati in auto, a trovarlo nel suo regno zeppo di animali (dai corvi alle volpi, dai cinghiali ai cavalli: qualche notizia su di lui qui, grazie a Nave Corsara) per presentarci e per assicurarci di essere eventualmente bene accetti se di passaggio.

Valdo con una delle sue “ospiti” (NC)
Subito ci aveva stordito con la sua cordialità e con la sua chiarezza sulle cose della vita: pane a pane e vino al vino su cibo, caccia, donne, uomini politica, cavalli e chi più ne ha, più ne metta. Ci sono ancora persone vere, al mondo, per fortuna.
Sacha e Riccardo hanno scoperto anche, arrivando inaspettati, che per Valdo vale anche il carne alla carne, visto che lui e i suoi amici cacciatori non hanno lesinato nell’offrirne ai due stanchi viaggiatori rancheri insieme a ogni altro bendiddio, rimpinzandoli a dovere.
Un vero esempio di solidarietà cavalleresca, che vedremo presto di poter ricambiare: grazie Valdo, a te e a tutti i tuoi amici, con e senza fucile, con e senza cavalli!
Exhibit honoring Comanche Code Talkers opens
This is a great story. Close to Parma we have a museum of radio and crypto machines, very, very interesting. Alberto has complete working radio station on jeeps (Rover Joe) and trucks and also a working German Enigma machine.
Questo post si riferisce all’uso fatto dagli americani degli operatori radio Comanche durante la Seconda Guerra Mondiale. Evidentemente nessun tedesco, giapponese o italiano era in grado di capire un accidente di quel che essi si dicevano. Val la pena in questa sede di ricordare Rover Joe, la bella collezione di radio e strumenti per la criptatura che c’è a Fidenza, voluta e cresciuta dal nostro amico Alberto (ne portò alcuni pezzi alla seconda edizione di Missingiallo, a Castell’Arquato).
Wyoming? Montana? Maremma? No, Rancho Comancho!

L’arrivo dei cavalli nel nuovo pascolo
Lo sappiamo, non ci dobbiamo esaltare e dobbiamo pure chiedere scusa per tutto il tempo in cui abbiamo scritto poco, se non nulla. Però adesso che abbiamo quasi finito i grandi lavori estivi (compreso il nuovo sito per tutte le cose che mette in ordine tutte le cose che facciamo e consente di acquistare prodotti e servizi da casa), be’, lasciateci essere contenti, contenti almeno quanto i cavalli nostri ospiti nei pascoli in cui possono vivere quasi come fossero liberi.
Avete visto in un post precedente come l’intera tenuta sia stata ormai quasi completamente recintata, lasciando in pratica noi umani all’interno di un’area attrezzata con casa, campi e piscina, circondata dai paddock e dai boschi a disposizione dei nostri cavalli. I pascoli sono tutti aperti verso le arene vicino a casa, un modo che sia comodo portare gli animali al lavoro.
Ma i pascoli sono anche collegati tra loro, in modo da consentire la rotazione che ci aiuterà a salvaguardare il manto erboso, almeno nel periodo in cui le pioggie non ci obbligheranno a tenere i cavalli nei recinti piccoli e nei rifugi invernali.
La prima piccola transumanza è stata un momento piuttosto emozionante: ammettetelo, lo spettacolo che offre Bellalavalle (campo da golf compreso), tutto intorno al nostro ranch non ha nulla da invidiare ad altri paesaggi più rinomati (dalla Toscana al Montana, appunto), ma non certo tanto più belli (e tenete presente che noi siamo a poco più di cento chilometri da Milano e Bologna, con l’autostrada a venti minuti).
Venite a trovarci e ci saprete dire!


