Prima neve al ranch e primo post

Prima mattina di neve e sole (grazie Saverio)
Ed è arrivata la prima neve dell’anno, un bel modo anche per inaugurare questo blog con le notizie del giorno. Un anno fa, a parte il mettere qualche bella foto, sarebbe stato un annuncio un poco triste per i soci, perchè avrebbe significato la fine delle lezioni (non delle uscite), in attesa della sistemazione del fondo dell’arena.
Il nuovo maneggio coperto ci consente invece, finalmente, di poterci disinteressare quasi del tutto delle ubbie del tempo: fuori la neve alta 15 centimetri, sotto la solita sabbia per lavorare indisturbati. Vero, abbiamo scoperto che per fare i bravi limitando l’impatto visivo del maneggio ci siamo procurati problemi di drenaggio che stiamo cominciando a risolvere, ma almeno si continua a insegnare e a imparare!
Tra i monti e fino al mare
Rancho Comancho è nella posizione ideale sia come stazione di posta per i sentieri del basso appennino parmense, sia come punto di partenza verso il mare (magari proprio verso la propria vecchia sede a Caprigliola, sulle Alpi Apuane).
Rancho Comancho organizza per i propri soci e amici gite che vanno da un’ora a una settimana e garantisce il servizio di guida per chi volesse fare base da noi con i suoi cavalli per le proprie avventure.
Nel 2013, visto l’incidente accaduto a Sacha, riprenderemo le uscite in aprile.
Le uscite in giornata. Tutto intorno al ranch esiste una rete di sentieri e mulattiere che ci consente di garantire anche ai soci più inesperti, appena usciti dal corso, di poter provare l’emozione del viaggio a cavallo, anche solo di un’ora.
In un paio d’ore si può fare una bella gita passando da Faieto e Grotta e ritorno, alternando il passo tra gi alberi al galoppino e al trotto. Lo stesso, dalla parte opposta della Valle, scendendo dal castello di Contignaco, risalendo fino alla Pieve di San Giovanni, passando dall’allevamento dei lagotti da tartufo di Marika per poi risalire dal Golf Club.
Appena un poco più sicuri in sella ci si può avventurare per le colline vicine fino a raggiungere qualche buon posto dove fermarsi a mangiare un boccone, passando quattro o cinque ore in sella, tra andata e ritorno, fino a Tabiano, dagli amici del Tondino, o alla Posta di Bacedasco, attraversando lo Stirone.
Appena pronti si può affrontare una gita di un giorno intero tutto intorno al Canate, fino alla sua sommità, fermandosi poi a mangiare una bella bistessa al ranch 4.8 di San Vittore prima di rientrare a casa.
La notte fuori la si può passare dopo aver raggiunto Varano de’ Meregari, dormendo e mangiando da zxzxzzx dopo aver attraversato il Ceno.
Oppure si possono aggiungere giornate, fino a raggiungere Bardi e più in là, dopo il Penna, il Passo del Cento Croci, inserendosi sull’Alta Via ligure per andare verso Ventimiglia, a destra sul passo, o per tornare alle origini di Rancho Comancho, a sinistra fino a Caprigliola, all’estremità occidentale del parco delle Alpi Apuane…
Ci sono una infinità di percorsi sui nostri Appennini, uno più bello dell’altro, che attendono solo che si formi un gruppo di cavalieri in grado di affrontarli. Al resto pensiamo noi del Ranch, dalla guida ai punti tappa, al camion per riportare indietro i cavalli se ci si è spinti oltre la settimana senza voler tornare in sella.
Per tutto questo, per i soci e per chiunque voglia usare il ranch come base di partenza o come posta, basta scrivere per accordarsi a
Ritorno alla normalità (Maya permettendo)
Dopo tanti anni passati nascosti nel grembo accogliente di Nine del Lobo, Rancho Comancho torna a splendere di luce propria con il suo primo sito, realizzato sul finire di un anno straordinario e difficile.
Senza essere mai scomparsa, la creatura ideata nel 1990 da Marco (il Lupo) e da suo fratello Paolo nel bellissimo Parco delle Apuane, in questo 2012 ha infatti visto il peggio e il meglio della sua storia, salvata dal coraggio e dal lavoro di Sacha e Maggie, le lupe, dalla testardaggine di Marco e dall’aiuto di tanti amici e amiche.
E’ stato un anno “scozzese”; doccia fredda, doccia calda, una via l’altra, senza interruzione di continuità. Il realizzarsi del sogno di un maneggio coperto con il suo impianto solare e la morte del magnifico Kabir per una colica incurabile; l’arrivo di uno stallone Appaloosa, Ima, e di un magnifico giovane quarter, Riot (grazie, Riccardo!) seguita dal terribile incidente in cui Sacha si è ritrovata in un corral con il femore rotto senza ricordare che cosa fosse successo (grazie Alessandro e Marika e Croce Rossa e pilota dell’elicottero e magnifici ospiti belgi e tutti del Maggiore di Parma); amici che hanno scelto altre strade e altri che ci hanno dato un filo (altro…)
Il nostro maneggio coperto
Avere realizzato il sogno del maneggio coperto ci consente adesso di essere operativi ogni giorno dell’anno, incuranti del sole a picco in agosto o della neve in febbraio. La struttura sta per essere dotata anche di un ottimo impianto di illuminazione, di telecamere per registrare le lezioni e di impianto sonoro. Sarà disponibile anche per ogni tipo di attività ludica e sportiva.
Abbiamo cercato come sempre di rispettare l’ambiente, limitando al massimo l’impatto visivo della struttura, adagiandola sul fianco della collina e immergendovela fin oltre due metri, racchiudendola poi tra pareti in massi grezzi.
Adesso, nonostante il suo colmo sia a quasi sei metri dal piano di lavoro, il tetto del maneggio è praticamente allineato a quello dei box preesistenti. Per terminare il lavoro, abbiamo montato un impianto di pannelli fotovoltaici da quasi 20 Kw: l’elettricità prodotta viene venduta a ENEL.
Per non farci mancare niente, di fianco alla struttura abbiamo interrato una cisterna da oltre 15 metri cubi per il recupero dell’acqua piovana caduta sul tetto, da usarsi nei campi a valle del maneggio.





