Rancho Comancho

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I corsi e i camp per grandi e piccoli

Tutti devono curare il proprio cavallo

A Rancho Comancho si impara a vivere il cavallo come un compagno di lavoro e di avventura e tutti, non importa quanto giovani, devono sapere come curare il proprio destriero in ogni aspetto, dalle pulizie al cibo, dalla vestizione alla cura dei piedi prima e dopo il lavoro. Per questo partecipare a un corso o a un camp settimanale a Rancho Comancho è per i più giovani una esperienza assolutamente formativa, che va ben oltre il solo imparare a muoversi a cavallo indipendentemente (che già non è poca cosa).

A noi interessa quindi che l’allievo impari a vivere con il cavallo: non è nostro compito insegnargli questo o quello stile di monta (anche se usiamo come base quella western), né tanto meno per prepararlo a questa o quella specialità. Vogliamo che diventi consapevole della gioia e delle responsabilità di un cavaliere, sicuro di voler fare solo ciò che è in grado di fare, tutto qui.

Curare il proprio cavallo è un dovere

Curare i piedi del proprio cavallo è un dovere

I corsi. La durata di un corso base è di dieci lezioni, più l’approccio iniziale che da solo richiede una mezza giornata di tempo. Le lezioni sono codificate in una progressione logica che va dalla presa del cavallo in libertà all’acquisizione delle capacità necessarie per condurlo su ogni terreno, da soli o in gruppo, in sicurezza.

Questo significa che l’allievo impara i fondamentali necessari a curare il cavallo prima, durante e dopo il lavoro; a valutarne le condizioni fisiche generali; a vestirlo e spogliarlo; a gestire il proprio corpo in assonanza con quello dell’animale in termini di equilibrio, postura, atteggiamento; a controllarne le reazioni in rapporto alla situazione ambientale, agli altri animali e persone, al terreno circostante; a gestirlo all’interno e all’esterno del maneggio secondo le regole vigenti e il buon senso. In aggiunta, a tutti gli allievi vengono somministrate le nozioni basi di orientamento e pronto soccorso.

Ovviamente l’aver conosciuto questi fondamentali non significa averli acquisiti e niente potrà mai sostituire il tempo passato in sella o accanto all’animale: non si diventa cavalieri con la testa sui libri, ma con il sedere sulla sella. Il corso è quindi l’inizio di un sentiero, non un punto di arrivo, ammesso che ne esista uno.

Per tutti, grandi e piccoli, si tratta di una occasione formativa eccezionale, veicolata dalla passione e dal piacere dell’essere a cavallo.

Lavoro in coppia durante il corso base

Lavoro in coppia durante il corso base

Il corso di dieci lezioni può essere assunto anche nella sua forma più intensiva, in una sola settimana, ma questo solo per allievi dai 14 anni in su.

Ogni lezione deve essere completata con successo per passare alla successiva: può quindi essere necessario effettuare “ripetizioni” o allenamenti in arena, sempre sotto il controllo dell’istruttore che si limiterà però solo a garantire la sicurezza del lavoro. In questo caso più allievi possono cavalcare contemporaneamente nella stessa arena.

Una volta terminato il corso, il cavaliere potrà partecipare liberamente a tutte le attività equestri del club, comprese le uscite in compagnia (sempre con accompagnatore).

Terminato il corso base il cavaliere può continuare l’apprendimento con altre lezioni centrate su aspetti particolari di questa o quella disciplina. Con il crescere delle sue capacità si potranno studiare esercizi e uscite sempre più complesse e di maggior durata.

Pioggia, neve o sole a picco, nessun problema

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Appena finito di montare il tetto, nemmeno il tempo di mettere giù la sabbia e subito Sacha ha voluto provare l’emozione di lavorare nel maneggio coperto con il mitico Dodo. E’ diventato realtà un sogno che Marco coltivava sin dai tempi della nascita di Rancho Comancho, più di venti anni fa sulle Alpi Apuane: finalmente un tetto a garantire la continuità del lavoro senza doversi curare del meteo.

Certo, ci sono ancora cose da sistemare, prima tra tutto la regimentazione delle acque, necessaria vista la scelta ecologica e costosa di sprofondare il piano di lavoro nella collina per nascondere il più possibile il tetto, alto e parecchio grande. I primi interventi verranno fatti nelle prossime settimane ed entro la fine dell’anno sarà realizzata anche l’intera recinzione. Toccherà poi all’illuminazione, agli altri box, al lavaggio…

Come al solito, non sarà mai finita. Continuate a seguirci e, magari, venite a vedere e a darci una mano!

Stati Uniti: alla ricerca della felicità

Le nostre bandiere, Old Glory and New Glory

Un solo paese al mondo ha iscritto la ricerca della felicità tra i diritti fondamentali dei suoi abitanti: gli Stati Uniti d’America. Non sta scritto da nessuna parte che sia facile, che sia gratis, che sia data per acquisita. Anzi. La felicità è come la libertà, di cui un anarchico spagnolo  diceva che “va conquistata al suo prezzo: non bisogna rassegnarsi a viverne senza”.

Qualcun altro ha scritto: “non è vero che la mia libertà finisce dove comincia quella degli altri: la mia libertà comincia dove finisce quella degli altri”. Ciascuno è chiamato a difendere la propria, così come ad accettarne i limiti.

I Comanche non hanno mai scritto qualcosa del genere: hanno vissuto così. Forti solo dei loro cavalli e della loro aggressività, hanno combattuto per la loro libertà, impedendo per decenni agli Stati Uniti di completare la conquista del continente. Gli stessi Stati Uniti che hanno poi così spesso combattuto per la libertà di altri paesi, compreso il nostro.

Per noi non c’è contraddizione nell’onorare il nome dei Comanche e insieme nel diffondere la cultura di chi li ha sconfitti. La via da percorrere è la stessa, non importa chi la segua e a che punto egli si arresti o venga fermato.

Nella lingua Comanche il verbo arrendersi non esiste.

Nemmeno nella nostra.

Ospitalità per cavalli e cavalieri

Rancho Comancho è consacrato a ospitare cavalli e cavalieri nel miglior modo possibile. Pochi fronzoli, tanta sostanza, insomma. Certo, tante cose continuano a essere in itinere, i lavori non finiscono mai, ma “di quel che c’è, non manca nulla”, come si diceva una volta. E’ posto alla base degli Appennini ed è quindi un ottimo punto di partenza per lunghi trekking o l’ideale posta per chi è di passaggio. E’ aperto tutto l’anno.

Per i cavalli

Arena. Circolare (diametro di oltre 45 metri), proprio a picco sulla valle. Il fondo è misto sabbia e terra e tranne in periodi di pioggia forte è sempre disponibile.

Maneggio coperto. Fondo in sabbia, 20 metri per 18.

Box. In metallo e legno (3cm), tre metri per tre.

Pascoli e paddock: 8 ettari di prati e 16 di boschi, recintati elettricamente (a fine primavera fine lavori) e in parte anche in legno.

Lavaggio e selleria.

Per le persone

Clubhouse con libreria, stereo, giochi.

B&B e cucina riservata ai soci

Piscina

Scuola di inglese

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