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Record del mondo ora e allora (vai Federigo!)
Questa incredibile prestazione l’abbiamo recuperata (in colpevole ritardo: è del 2011) grazie a un link sulla nostra pagina di Facebook. Robert Withaker (non) in sella a Waterstone durante il Globen Horse Show di Stoccolma nel 2011 salta la bellezza di 2 metri e 12 centimetri. Tanto per dare l’idea… di come la monta naturale ideata dal Capitano Federigo Caprilli più di un secolo fa possa portare a risultati che hanno dell’incredibile.
Ancora una buona occasione quindi per rammentare che quella che troppi continuano a chiamare monta inglese è invece monta italiana. Proprio come il Colonnello Paolo Angioni continua a ripetere (per fortuna, grazie!) in una infinità di articoli, scritti e siti (qui quello dell’Accademia Caprilli che raccoglie gli olimpionici italiani) dedicati a chi, per la prima volta in migliaia di anni di storia del rapporto tra uomo e cavallo, fu capace di rivoluzionare, codificandolo, il modo di concepire tale rapporto: il livornese Federigo Caprilli.

Il Capitano Federigo Caprilli
Con tutte le enormi differenze che ci uniscono, salute allora a Whitaker, al Capitano Caprilli e al Colonnello Angioni!
Prima neve al ranch e primo post

Prima mattina di neve e sole (grazie Saverio)
Ed è arrivata la prima neve dell’anno, un bel modo anche per inaugurare questo blog con le notizie del giorno. Un anno fa, a parte il mettere qualche bella foto, sarebbe stato un annuncio un poco triste per i soci, perchè avrebbe significato la fine delle lezioni (non delle uscite), in attesa della sistemazione del fondo dell’arena.
Il nuovo maneggio coperto ci consente invece, finalmente, di poterci disinteressare quasi del tutto delle ubbie del tempo: fuori la neve alta 15 centimetri, sotto la solita sabbia per lavorare indisturbati. Vero, abbiamo scoperto che per fare i bravi limitando l’impatto visivo del maneggio ci siamo procurati problemi di drenaggio che stiamo cominciando a risolvere, ma almeno si continua a insegnare e a imparare!
Ritorno alla normalità (Maya permettendo)
Dopo tanti anni passati nascosti nel grembo accogliente di Nine del Lobo, Rancho Comancho torna a splendere di luce propria con il suo primo sito, realizzato sul finire di un anno straordinario e difficile.
Senza essere mai scomparsa, la creatura ideata nel 1990 da Marco (il Lupo) e da suo fratello Paolo nel bellissimo Parco delle Apuane, in questo 2012 ha infatti visto il peggio e il meglio della sua storia, salvata dal coraggio e dal lavoro di Sacha e Maggie, le lupe, dalla testardaggine di Marco e dall’aiuto di tanti amici e amiche.
E’ stato un anno “scozzese”; doccia fredda, doccia calda, una via l’altra, senza interruzione di continuità. Il realizzarsi del sogno di un maneggio coperto con il suo impianto solare e la morte del magnifico Kabir per una colica incurabile; l’arrivo di uno stallone Appaloosa, Ima, e di un magnifico giovane quarter, Riot (grazie, Riccardo!) seguita dal terribile incidente in cui Sacha si è ritrovata in un corral con il femore rotto senza ricordare che cosa fosse successo (grazie Alessandro e Marika e Croce Rossa e pilota dell’elicottero e magnifici ospiti belgi e tutti del Maggiore di Parma); amici che hanno scelto altre strade e altri che ci hanno dato un filo (altro…)
Il nostro maneggio coperto
Avere realizzato il sogno del maneggio coperto ci consente adesso di essere operativi ogni giorno dell’anno, incuranti del sole a picco in agosto o della neve in febbraio. La struttura sta per essere dotata anche di un ottimo impianto di illuminazione, di telecamere per registrare le lezioni e di impianto sonoro. Sarà disponibile anche per ogni tipo di attività ludica e sportiva.
Abbiamo cercato come sempre di rispettare l’ambiente, limitando al massimo l’impatto visivo della struttura, adagiandola sul fianco della collina e immergendovela fin oltre due metri, racchiudendola poi tra pareti in massi grezzi.
Adesso, nonostante il suo colmo sia a quasi sei metri dal piano di lavoro, il tetto del maneggio è praticamente allineato a quello dei box preesistenti. Per terminare il lavoro, abbiamo montato un impianto di pannelli fotovoltaici da quasi 20 Kw: l’elettricità prodotta viene venduta a ENEL.
Per non farci mancare niente, di fianco alla struttura abbiamo interrato una cisterna da oltre 15 metri cubi per il recupero dell’acqua piovana caduta sul tetto, da usarsi nei campi a valle del maneggio.




