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Record del mondo ora e allora (vai Federigo!)
Questa incredibile prestazione l’abbiamo recuperata (in colpevole ritardo: è del 2011) grazie a un link sulla nostra pagina di Facebook. Robert Withaker (non) in sella a Waterstone durante il Globen Horse Show di Stoccolma nel 2011 salta la bellezza di 2 metri e 12 centimetri. Tanto per dare l’idea… di come la monta naturale ideata dal Capitano Federigo Caprilli più di un secolo fa possa portare a risultati che hanno dell’incredibile.
Ancora una buona occasione quindi per rammentare che quella che troppi continuano a chiamare monta inglese è invece monta italiana. Proprio come il Colonnello Paolo Angioni continua a ripetere (per fortuna, grazie!) in una infinità di articoli, scritti e siti (qui quello dell’Accademia Caprilli che raccoglie gli olimpionici italiani) dedicati a chi, per la prima volta in migliaia di anni di storia del rapporto tra uomo e cavallo, fu capace di rivoluzionare, codificandolo, il modo di concepire tale rapporto: il livornese Federigo Caprilli.

Il Capitano Federigo Caprilli
Con tutte le enormi differenze che ci uniscono, salute allora a Whitaker, al Capitano Caprilli e al Colonnello Angioni!
Il nostro maneggio coperto
Avere realizzato il sogno del maneggio coperto ci consente adesso di essere operativi ogni giorno dell’anno, incuranti del sole a picco in agosto o della neve in febbraio. La struttura sta per essere dotata anche di un ottimo impianto di illuminazione, di telecamere per registrare le lezioni e di impianto sonoro. Sarà disponibile anche per ogni tipo di attività ludica e sportiva.
Abbiamo cercato come sempre di rispettare l’ambiente, limitando al massimo l’impatto visivo della struttura, adagiandola sul fianco della collina e immergendovela fin oltre due metri, racchiudendola poi tra pareti in massi grezzi.
Adesso, nonostante il suo colmo sia a quasi sei metri dal piano di lavoro, il tetto del maneggio è praticamente allineato a quello dei box preesistenti. Per terminare il lavoro, abbiamo montato un impianto di pannelli fotovoltaici da quasi 20 Kw: l’elettricità prodotta viene venduta a ENEL.
Per non farci mancare niente, di fianco alla struttura abbiamo interrato una cisterna da oltre 15 metri cubi per il recupero dell’acqua piovana caduta sul tetto, da usarsi nei campi a valle del maneggio.
Pioggia, neve o sole a picco, nessun problema
Appena finito di montare il tetto, nemmeno il tempo di mettere giù la sabbia e subito Sacha ha voluto provare l’emozione di lavorare nel maneggio coperto con il mitico Dodo. E’ diventato realtà un sogno che Marco coltivava sin dai tempi della nascita di Rancho Comancho, più di venti anni fa sulle Alpi Apuane: finalmente un tetto a garantire la continuità del lavoro senza doversi curare del meteo.
Certo, ci sono ancora cose da sistemare, prima tra tutto la regimentazione delle acque, necessaria vista la scelta ecologica e costosa di sprofondare il piano di lavoro nella collina per nascondere il più possibile il tetto, alto e parecchio grande. I primi interventi verranno fatti nelle prossime settimane ed entro la fine dell’anno sarà realizzata anche l’intera recinzione. Toccherà poi all’illuminazione, agli altri box, al lavaggio…
Come al solito, non sarà mai finita. Continuate a seguirci e, magari, venite a vedere e a darci una mano!

